Sono a ringraziare tutti quelli che hanno partecipato, in qualsiasi modo, al varo di questo blog. Diversi lo hanno fatto in quella sede, altri, tanti, direttamente a me, per sms o sul facebook. È una bella testimonianza di appoggio a quanto raccontato ed alla mia persona. Mi si obbliga alla sintesi in queste righe e non riprenderò alcun commento, se non per dire che ne terrò assolutamente conto in ogni senso, anche per i suggerimenti e i rilievi. Mi sono consultato pure per come proseguire questo cammino, da dove riprenderlo con la dovuta efficacia comunicativa. Ho premesso in biografia di aver tante cose da dire, altre solo da raccontare a degli amici, di avere ancora idee da confrontare e, spero, un lungo cammino ulteriore da percorrere. La direzione cercheremo di individuarla assieme; ad ora mi verrebbe solo una frase di Woodstock, l’uccellino di Snoopy: “Non seguitemi, mi sono perso anch’io!”.

Comunque, visto che tanta parte di coloro che mi hanno letto mi conosce per le proposte ciclistiche, è da queste che riparto, anche perché occupano una sezione preponderante dei miei ultimi trascorsi. Ma ho svariato su diversi campi ed intendo continuare a farlo; sarà chi mi legge a decretare che cosa piace, che cosa ha un senso dire e raccontare, quali idee trovano condivisione e quali altre sono ormai patrimonio esclusivo delle mie troppe lune o delle mie nostalgie. Nell’intenzione, quindi, questo blog si dividerà per le voci VITA, CICLISMO, IDEALI E IDEE (politica ci è sembrato brutto a dirsi…), corredate da un’ANTOLOGIA di roba scritta nel tempo, documenti, spicchi di pensieri, foto, frammenti e cimeli, viaggi e avventure, preveggenze e cantonate, tanti errori per il rammentato sfasamento del mio personale fuso orario biologico.

Partiamo, come detto, dal ciclismo e da un’idea: quella, di certo, ne ha fatta di strada. Si chiamava Parco Ciclistico del Chianti, la pubblicazione fu il rammentato mensile senese “Mesesport”, la data Febbraio 1993, la potete scaricare a questo link. Come a dire che l’idea precedeva questo articolo di circa un anno, visto che i Comuni interessati avevano già risposto positivamente ed in modo ufficiale. Il primo fu, onore al merito, Luca Bonechi, allora Sindaco di Castelnuovo Berardenga, con lettera personale ufficiale. Lo cito perché è oggi nome noto nel ciclismo dei randonneurs (settore che ha contribuito a sviluppare) e nella politica locale. Tornerà anche quando parleremo, eccome se ne parleremo, nella nascita del Giro Bio. Chiudo alla Tex Willer, altro personaggio che sta tra i miei guru: è una promessa, non una minaccia.