Giancarlo BrocciNon sono presente su queste pagine con la cadenza che vorrei ma prometto che ci riuscirò. Restano ancora troppe le cose di cui devo occuparmi, tra cui la chiusura della parte scritta di un libro su L’Eroica che uscirà ad aprile 2014 per la “Giunti”. Intanto, resto in attesa che quella prestigiosa Casa Editrice mi accordi di pubblicare qualche piccolo estratto, perché non solo di Eroica si parlerà ma anche delle derivazioni, visto che, come detto, son partite dalla stessa testa dura: L’Eroica professionisti (poi Strade Bianche), il Giro Bio e, perché no, l’idea de L’Eroica Caffè (clicca).

Per ora, e per tenere vive memoria e blog, vado a pubblicare il progetto che presentai alla Regione Toscana quale sviluppo della filosofia eroica, sintetizzando ciò che emerse in un tavolo a quattro, alla cena degli Eroici dell’edizione 2006. A dire il vero il tavolino ce lo cercammo al Circolo Società Filarmonica perché nella bolgia degli eroici non sono mai esistiti tavoli vip. Come ad uno scopone scientifico, avevo Renato Di Rocco di fronte, a sinistra Claudio Martini, a destra Ernesto Rabizzi. Una scena che ho ben vivida in testa, forse perché gli eventi successivi (tanti, troppi, pesi) hanno finito per scolpirmela indelebile. Per chi non accoppiasse nomi a ruoli si trattava del Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, tuttora in carica, del Presidente della Regione Toscana, oggi Senatore PD e del Vice Presidente (gaiolese) della Banca Monte dei Paschi, poi presidente di Antonveneta. Come si capisce, era un bel tavolo per dare gambe alle idee. Martini era molto colpito dal popolo de L’Eroica e dall’idea della preservazione delle strade bianche, dal clima di festa e dal cosmopolitismo che si respirava in un evento ormai planetario. Di Rocco faceva della Toscana un suo ombelico ciclistico, con Alfredo Martini, Ballerini e Bettini; Rabizzi era un uomo di sport autentico (velocista azzurro in atletica e per molti anni a capo del CONI regionale) ed era nato in quella Piazza Ricasoli. Si parlava a ruota libera di ciclismo e di cosmo, mi fu chiesto di sviluppare l’idea Eroica, un biglietto da visita formidabile della Toscana nel mondo; l’Istituzione Regione si sarebbe impegnata a sostenerne i progetti, FCI e MPS avrebbero fatto la loro parte. Il progetto (clicca) lo potete leggere, esattamente come lo presentai alla Presidenza della mia Regione a fine 2006, comprende il sunto di ciò che misi su quel tavolo e che pareva (a quel tavolo..) a portata di mano. Com’è andata lo leggerà chi vorrà seguire la storia.

Scrivo per tutti perché certe cose devo comunque raccontarle, perché voglio troppo bene alle persone giuste e ai miei affetti, tra cui tantissimi eroici. Voglio che si sappia come si possono dare e segare gambe, ali ai sogni e come, in questo Paese, si parli troppo spesso di meriti, valori e talento e si finisca altrettanto troppo spesso per considerarli parecchio meno.