Giancarlo Brocci

la storia di un perdente di successo

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Come Wil Coyote e Paperino, come Gatto Silvestro ed Ezechiele Lupo, come l’ultimo Inca, come un gorilla di Virunga o una tigre siberiana, come Bitossi a Gap e Poulidor al Tour: perdenti di successo.

Ma quando il gioco è truccato quelli giusti sono i perdenti.

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22 ore fa

Giancarlo Brocci
La seconda puntata del racconto circa il primo viaggio importante, agosto 1978, riparte da Mosca, dove il programma includeva tutte le icone classiche: Piazza Rossa col mausoleo a Lenin, coda chilometrica in religioso silenzio, il Cremlino, l'Universita', i parchi. Poi si partì in treno per Kiev, il granaio Ucraina, il fiume Dniepr che era un balneario perpetuo, pieno di gente a fare bagni, d'acqua e di sole, in pieno centro. Due aneddoti carini protagonista Aldo "Verdone" Patata, brillante e disinvolto. Si approda in un bell'albergo, stile polveroso ma di antico fulgore. Alla prima uscita, appena fuori la hall, c'è un giardinetto con panchina ed una ragazza bella, non vistosa ma notevole di suo, a sedere sola. Aldo non tentenna, si piazza subito a sedere accanto, accende una sigaretta molto fine, una More che faceva fico, e agita il borsetto, l'accessorio in voga. Lingua niente, sorrisi, complimenti espressi a gesti, simpatia, noi che sulla porta si teneva corda. Fino al nome ci arrivano, poi l'offerta di gomma e sigaretta, la giovane sorride davvero gradevole ma la corte stenta. A quel punto arriva un ragazzo russo che si unisce a loro, qualche parola di italiano sembra conoscerla. Il nostro ne approfitta; abbraccio, tavarich, sigaretta, pacche. Poi Aldo gli chiede di fare da interprete con la ragazza: senti quanti anni ha, che lavoro fa, se le piace l' Italia. La corte riprende vigore, lei si diverte, anche noi tutti sulla soglia dell' albergo. Poi l' affondo: "Senti se vuole venire a letto con me...""Nooo, mia moglie!". Aldo se la cavo' alla grande, un salto indietro, baci ad entrambi, con i nostri coniugi russi che se la risero tanto anche loro.Poi ci fu la passeggiata sul Dniepr, prima sul greto fra i bagnanti e poi col pullman costeggiando. Ad un bel ponte sosta; si scende e si finisce per fare capannello attorno ad un pescatore seriamente impegnato, tutti curiosi di vedere che cosa si pescava da quelle parti. Assembramento, il russo non fa una piega, ha un sacchetto con cibo e una bottiglia di vodka accanto, pesce non se ne vede. Alfonso vorrebbe farlo parlare, non so in che lingua, cercare di capire se è un uomo libero e felice, ma non sa, appunto, che pesci pigliare col russo che nemmeno alza lo sguardo. Arriva Aldo, l'uomo da sbarco. "Che c'è costi'? - ed entra nel capannello. "Non si riesce a capire cosa ha preso". Patata è ancora sul disinvolto spinto e pensa lui: "Tavarich, pescio, pescio, dove essere pescio?" Era inequivocabile anche il gesto di Aldo con le mani. E il russo si alza, posa la canna, si porta tutte e due le mani alla patta: "Pescio". Per pescio, insomma, aveva solo il suo. Risata omerica, con lui che ci mise in mostra due denti di ferro e poco più, oltre la gioia di un momento da ricordare una vita. Come del resto è successo a noi, che l' aneddoto ce lo rimbalziamo ad ogni cena sociale. Poi riprendemmo l'aereo per Leningrado, l'attuale San Pietroburgo. Alla prossima. ... Leggi di piùLeggi di meno
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1 giorno fa

Giancarlo Brocci
Questo mese mi trovate all’interno della rivista Olandese Wieler Revue , che mi ha dedicato un articolo parlando della tappa di Montalcino del Giro d’Italia. E, come sa chi vuole, ha scritto dell' ideatore di Eroica e Strade Bianche. ... Leggi di piùLeggi di meno
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