Giancarlo Brocci

la storia di un perdente di successo

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9 mesi fa

Giancarlo Brocci
QUANDO L'AIRONE CHIUSE LE ALICoppi nei racconti del BarrinoHo parlato di una finestra dei ricordi, a partire dal vecchio Barrino che fu. Il Campionissimo se ne andò all'improvviso, oggi di 62 anni fa. Appena in tempo a percepire che stava male ma nessuno seppe quanto fino all'annuncio di prima mattina. Terribile, qualcuno pianse di sicuro nei suoi ridotti ma allora non era da uomini. E poi l'ultimo Coppi si era molto prestato alle rivincite dei bartaliani, incapace di accettare il suo crepuscolo, dentro la storia con la Dama Bianca imperante nel gossip di allora; in un paesino cattolicone come Gaiole in Chianti la vicenda aveva colpito, così come certe sue collaborazioni con L'Unità, quotidiano comunista. Anche mia mamma, nonostante la militanza, ne parlava paragonando con biasimo quella di Coppi alla storia paesana di un vecchio farmacista, che aveva lasciato moglie e buoi per una giovane maliarda, peraltro bella tipo la Giulia Occhini. Ma Fausto Coppi ciclista rimaneva idolo intoccabile, l'epopea del suo duello epico con Bartali non si sarebbe mai chiusa nelle discussioni al Barrino e da Bruno di Sofia, il barbiere di fronte. Era coppiano anche l'altro barbiere, il buon Mario Vannetti di inizio piazza, parente di quel Vannetti che faceva Emilio di nome e Gamba calzolaio per tutti. Questi due Vannetti erano andati, epici, fin sulle Dolomiti in vespa a vedere Coppi, così come Santi Pellizzoni, il Gino Forni ed altri bartaliani ogni tanto partivano col camioncino verde oliva quasi Legnano del Santi, merciaio di tante cose, per andare a seguire il loro campione fiorentino. Fu un brutto giorno per tutti, finiva davvero un'era sportiva. Anche per mia mamma che stava, ti pareva, con la Bruna Ciampolini moglie abbandonata; anche per quelli che, quando Coppi aveva perso da Koblet la cronometro del Giro 53 a Follonica la mattina avevano fatto trovare a Bruno, sull'uscio della barberia, il manifesto dell'"Uomo Qualunque" dove era raffigurato un poveretto stritolato dagli affanni. La scritta aggiunta? "Esausto Coppi". ... Leggi di piùLeggi di meno
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9 mesi fa

Giancarlo Brocci
QUANDO LA BEFANA VENIVA DI NOTTECon le scarpe tutte rotte... La Befana era un evento serio ai miei tempi, per me l'unico momento in cui si poteva contare sull'ipotesi di un regalo e della calza, più mandarini che dolci, magari una specie di cavalluccio marino di marzapane. Siamo al tempo dei primi racconti del Barrino, quando andavo a leggere il giornale ai vecchi, quando il primo tavolo, appena entrati dentro quella grotta fumosa che finiva in sasso pieno, era dei vecchi classe 800, la gran parte analfabeti. Giocavano ai puntacci, le carte nella loro versione più basic, le figure valevano meno, i sette comandavano. Praticamente la carta più alta vince, un litro di vino da dividere in 4, pagavano poche lire i due perdenti al termine di sfide piene di rivincite e supplementari. Mio nonno Nando Montagnani era fra i bravi, andava oltre i puntacci, era bravino anche a briscola e scopa e leggeva. Nonno Santi Brocci, invece, analfabeta puro e primi 7 figli altrettanto, "neanche conosceva le carte"; mia mamma perdono' niente, come raccontato, a 3 generazioni di Brocci. La Befana e i regali? Non voglio indurvi facili sentimentalismi da piccolo fiammiferaio ma a casa mia, come in molte altre credo, non usavano altri momenti. Un pan di spagna casalingo per il compleanno, qualche lira per comprare un fumetto quando cadeva un dente, due spiccioli sotto il bicchiere per le lucciole. A scuola ero un fenomeno? Bene, bravo (forse neanche), dovere. Il primo regalo, una fisarmonica, fu per passione di nonna Rosa, che di cognome faceva Manifestati e viveva, malata, in casa con noi. Era la più "intellettuale", sapeva scrivere in buona calligrafia, qualcosa mi aveva insegnato bambino, aveva insistito col suo Santi perché almeno l'ultimo figlio, mio babbo Giovanni, andasse a scuola. Vorrei molto che la gioia di quella Befana con la fisarmonica fosse trasmissibile, magari per videogioco, alle mie nipotine. ... Leggi di piùLeggi di meno
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9 mesi fa

Giordano Cioli
CICLISMO su IDEA-PLUS.... Puntata dedicata all'EROICA.... Interviste al Sindaco di Gaiole in Chianti MICHELE PESCINI, .... al Presidente di Biciclette d'Epoca ALESSANDRO GALLI... il Giornalista STEFANO ALESSIO BERTI e il Giornalista MARCO PASQUINI.... Non poteva mancare il Duo Comico GIGIONE e MARIANELLI.... In onda mercoledi 05 Gennaio ore 20,30 con repliche giovedi 06 Gennaio ore 17,20 e Venerdi 07 Gennaio ore 18,50, ....A RUOTA LIBERA condotta da Giordano Cioli, Giuseppe Binaggia e Matteo Paganelli, regia di Moriano Micheli e Sabrina Poggiani, su Canale 190 e in Streaming Live www.ideaplustv.com/Giancarlo BrocciFranco RossiMichele Pescini@Alessandro GalliAlessio Stefano BertiMarco PasquiniBi Beppe BeppeGiuseppe BinaggiaMatteo PaganelliGiordano CioliiGiampiero NocciolettiMiriano TanganelliMoriano MicheliSabrina PoggianiIdeaPlus-TV ch190L'EroicaL'EROICA cicloturistica d'epoca su strade prevalentemente sterrateNOVA Eroica Buonconvento 2022Biciclette d'epoca ... Leggi di piùLeggi di meno
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Come Wil Coyote e Paperino, come Gatto Silvestro ed Ezechiele Lupo, come l’ultimo Inca, come un gorilla di Virunga o una tigre siberiana, come Bitossi a Gap e Poulidor al Tour: perdenti di successo.

Ma quando il gioco è truccato quelli giusti sono i perdenti.

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