Gli incontri che facevano storia

Chi seguiva la saga di mia mamma aspetterà appena ma stamani mi prendo un’ occasione per affermare il Brocci-pensiero circa cosa è diventato da tempo lo sport. Stamani aspetto che scaldi per uscire in bici e per parlare di pugilato. Stanotte c’è stato un incontro fra Tyson ed un certo Jones jr, che è finito in parità come ogni scapoli-ammogliati che si rispettasse, quegli incontri smessi del Lunedì di Pasqua di paese.
20 milioni di dollari cadauno la borsa più i diritti TV e va da sé che un Tyson redento dice che la devolverà in beneficenza.
Bene. Avevate presente cosa era già diventato il pugilato, la nobile arte di un tempo, anche prima di stanotte, di un incontro tra due ultracinquantenni?
Quando cominciarono a caricarli di muscoli, a fare in modo che il peso di ogni cazzotto potesse essere potenzialmente letale, iniziarono a modificare geneticamente uno sport. Del pugilato, prima di altri, si erano impossessati i manager, quelli delle scommesse, i mafiosi, comunque i tenutari del circo massimo, un processo che si sarebbe esteso a macchia d’ olio per ogni sport vendibile in TV.
17 aprile 1967, mio babbo, il cui sport preferito era un altro, mi fece l’onore di alzarsi da letto per ascoltare alla radio, alle 3 di notte, quel Benvenuti-Griffith che faceva storia. Dice che si arrivò quasi a 18 milioni di italiani svegli, solo Italia-Germania 4 a 3 avrebbe saputo far meglio. Quando scrissi del duello sportivo del secolo fra Bartali e Coppi cercai tutto sui giornali del dopoguerra. Sapete chi finiva, oltre che i nostri dei del ciclismo, in prima pagina dei giornali generalisti? Un mondiale dei massimi di boxe. Stop.
Qualcuno coglie il rischio, c’è chi vede un parallelismo tra tutto il resto dello sport e ciò che è successo all’arte estinta che fu di Benvenuti ed Ali?