Marena

 

Si, ha ragione il mio macellaio “matto”, il buon Lorenzo Chini. Quel vestito di mamma non aveva falci e martelli ma di certo i Montagnani uscirono tutti comunisti. Sette su sette, come i fratelli Cervi, ed almeno in 5 militanti. Direte voi: facile, centro Toscana, tutti rossi accesi. No; Gaiole in Chianti era un’ enclave bianchissima, piena di preti e contadini devoti. Forse fu Nello, il terzo, ad emergere dalla guerra più convinto; di certo lo seguirono tutti e tutte. La Mora, poi, era caliente, la maschio, quella che era andata da sola a Firenze. Inseguì il suo compagno e Giovanni Brocci era un compagno molto piacione che inseguiva e si faceva inseguire, non solo da lei. Ma Beppa ce la fece, bella era, magari non fine, ma lavorava come bestia da soma. E mio babbo aveva due vecchi a casa, i nonni Rosa e Santi, serviva una badante. Il Broccino era l’ultimo di 8 sopravvissuti ed era toccata a lui, l’unico rimasto a Gaiole, la pesante eredità dei genitori. Perché i vecchi di allora erano vecchi per davvero: Santi datava 1873, un dinosauro.
Di mio babbo dirò in prossima puntata, tutta la guerra piena, compresa lunga prigionia in Germania. Della Mora politica che raccontare se non che fu la prima (unica allora) candidata donna in lista per il Comune e che si ritrovò tutta la casa tappezzata di manifesti e caricature di scherno. In una stava con la granata in mano e le chiedevano graziosi: “Cosa ci vai a fare in Comune, a spazzare?”.
Si erano sposati nel ’48, mia sorellina Marena nacque giusta, da luna di miele, a febbraio ’49, in una sequenza che vide in Gaiole un nato al giorno per una settimana. In quel ’49, 1 luglio, uscì la scomunica per i comunisti ed una bella domenica dopo, lei ed altre due, a mezza messa delle 11, furono chiamate ed indicate dal prete per essere messe alla porta. Marena era la gioia ma si prese una meningite, la superò con problemi e iniziò a crescere a stento. “Ma si era ripresa, aveva cominciato a tornare una bambina normale…” Se la portò via, 3 febbraio ’54, una puntura di penicillina, un maledetto shock anafilattico, forse una levatrice-pediatra incompetente. Mia mamma era di 8 mesi, sarei nato nemmeno un mese dopo quel trauma micidiale. E, se non bastava il carico, del rapporto tra lei e mio babbo parlerò la prossima volta.