Giancarlo Brocci

la storia di un perdente di successo

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Come Wil Coyote e Paperino, come Gatto Silvestro ed Ezechiele Lupo, come l’ultimo Inca, come un gorilla di Virunga o una tigre siberiana, come Bitossi a Gap e Poulidor al Tour: perdenti di successo.

Ma quando il gioco è truccato quelli giusti sono i perdenti.

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1 giorno fa

Giancarlo Brocci
TROPPI SPUNTI E POCO TEMPOTante cose succedono e quante ne aspettiamoScrivo in fretta e di troppe cose. La successione di eventi mi riempie di argomenti: troppi spunti e poco tempo, visto che mi tocca scrivere anche altro. Mi limito all'ordine delle cose successe, per molti aspetti formidabile. Intanto mi verrebbe di fare rammento ai pochi che hanno dedicato battute trite alla visita di Enrico Letta per Gaiole in Chianti e L'Eroica. Non sono mai entrato in diretta politica, chi segue e mi conosce sa sia appartenenza di nascita ed educazione, nonché storia e amicizie, visto che L'Eroica trova appassionati da diversi giri di arco costituzionale. Io distinguo da tempo solo tra persone perbene e, di certo, so benissimo il rispetto che un grande evento come il nostro deve alle regole ed alle Istituzioni, senza le quali nessuna strada diventerebbe agibile ancor prima che agevole, bianca o asfalto che fosse. Dobbiamo al prestigio guadagnato presso (quasi) tutti se tra 10 giorni appena saremo a ritrovarci, nel rispetto ed in sicurezza.Così come è successo a Foligno, alla mia ennesima Francescana, tra amicizie importanti dove cito Giada Bollati una per il tutto. Sono stato bene, divertito ed ammirato di questa bella Italia periferica e semplice, vecchi valori a portata di cuore e sorriso. Non mi sono fatto neanche mancare il temporale finale, con cambio maglia vecchia maniera in macchina, da ciclista di sagre. E dovrei dire dell'edizione zero di Eroica Britannia nella nuova sede di Goodwood, un bagno da 160 mila spettatori nel week end, un arrivederci alla prima di agosto 2022, sperando di aver sempre salute ed entusiasmo. È venuto a trovarmi anche Rolf Sorensen, nostro vecchio testimonial di metà anni 2000, un grande alla guida di folto gruppo di ciclisti danesi, con dentro Corti e Marcussen, podi mondiali. Più tanto altro, certo, a partire dal lavoro serrato cui ci chiama Eroica con L apostrofo, forte di una squadra e di un contesto che ci rende sempre più unici al mondo. ... Leggi di piùLeggi di meno
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2 giorni fa

Giancarlo Brocci
Dal Corriere della Sera di sabato 18 ... Leggi di piùLeggi di meno
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1 settimana fa

Giancarlo Brocci
PENSIERI E PAROLEdi un bel fine settimanaAvrei dovuto scrivere di un sacco di cose, fine settimana come questi si accavallano, pieni di spunti, vita, amici, più i soliti pensieri e parole.Venerdì Padova, riunione proficua presso Eroica Caffè, poi via di corsa per il pavese, Castello di Belgioioso, a un passo dal San Zenone Po di Gianni Brera. Trovi eroici vecchi e nuovi, personaggi, con Emanuele Bombini , ex pro di buona carriera, rammenti un vecchio campionato italiano a Treggiaia, poco più che ragazzi e io, ovviamente, solo spettatore. Motivi per scrivere? Il Rovida ospitante lo scopro amico di Pippo Marani, un eroico speciale delle prime ore, e ci risentiamo col piacere autentico di un bel vissuto comune. Ieri Capannoli, il libro dei 50 anni della vittoria di Gosta Petterson al Giro, Cucine Ferretti ed Alfredo Martini sulla sua prima ammiraglia. Ritrovi quelli della Capannolese, primi eroici anch'essi, tutti con una mitica maglia arancione che fini' su tante cartoline. E tocchi con mano quanto ciclismo abbia girato là intorno e resista, passione non spenta. Stamani Marzocchina, San Giovanni Valdarno, altra capitale della storia del mio pedale. C'è molta bella gente, mi verrebbe di dire la mia, quella che sta aspettando Gaiole. Passo ore davvero liete, mi accompagna Paolo Mantovani, una garanzia, si viaggia lenti tra considerazioni le più varie, incrociando spesso compagni di strada con battute da antologia, filosofie spicciole da farne tesoro. Poi l'Europeo di ciclismo, la bellezza di ragazzi che, appena li svincoli dalle logiche di chissà quali managers, ti rendono uno spettacolo di rara intensità. Il risultato? Vince Colbrelli, uno dei miei del Giro Bio come Trentin e Ulissi, vince l'Italia e son contento, vince Cassani e, son sincero, mi fa proprio piacere anche per lui. ... Leggi di piùLeggi di meno
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