Santi e Rosa

 

L’ultimo machismo

 

Questa puntata avrei voluto e dovuto dedicarla a mio babbo Giovanni. Il senso del racconto lì portava ed è un argomento intrigante, che ha molto a che vedere con questioni atavicamente aperte circa l’ultimo machismo.
Poi mi sono imbattuto su altre foto, soprattutto su una davvero da Albero degli zoccoli con i vecchi Brocci, Rosa e Santi, ed altre due dei Montagnani, Giulia e Nando, chi pendeva da una parte, chi dall’altra, meravigliosi testimoni di un’epoca andata. Perché ne sappiate qualcosa giusto 2 aneddoti. Nonno Santi, classe 1873, l’ avevo invecchiato un anno, non conobbe scuola né continenza. Lui rispettava il precetto del non sprecare seme, e Rosa Manifestati si salvò, un po’ perché teneva a balia altri bambini, un po’ perché continuava ad allattare. I Brocci, comunque, nacquero a scadenza fissa, ogni due anni, dal 1900 al 1920, quando, evidente, Rosa esaurì la dotazione: 11 nati, 8 cresciuti, 4 maschi e 4 femmine. E, come si diceva una volta, tutti perbene, il che intendeva in primis abili al lavoro. Nessuno andò a scuola tranne Giovanni, l’ultimo, il cocco di tutte le sorelle e di mamma Rosa, che lei, unica, leggeva e scriveva. Nonno Santi? Un mito di semplicità basic, trinario: pane, lavoro e Rosa.

Nonna Rosa

 

Diceva la Mora di quando tornava a mangiare che aveva dato il concio con le mani (spargeva letame) la nonna lo pregava di lavarsele. Lui ubbidiva di malavoglia, perché a Rosa dava retta, ma prima provava a negarsi il sapone: “tanto dopo ho da tornarci”. Lui morì nel ’56, la mia memoria non ci arriva. Della nonna Rosa ricordo l’affetto dolce che mi riservava e quando mi accompagnava a vedere tutte le battiture del grano vicine al paese, riti magici per me. Aveva un tumore della pelle alla guancia, che ovviamente nessuno curò. Mia mamma la sopportava poco perché sapeva che era brava, ma Giovanni rimaneva il suo cocco. Eppure la medicava tutte le sere con coraggio e rispetto. La sua ferita presto diventò una visione vietata al bambino che ero ma durò diversi anni. Rosa ci lasciò stoicamente nel 1961, appena dopo che avevo cominciato le elementari.
Di Nando e la Giulia guardate prima le foto e come le fatiche di una vita li avevano piegati. Ma io li ricordo sempre sereni. E Nando, anche a giocare a carte, aveva un’arguzia per tutti.