Santi e Rosa

 

La processione di Spaltenna in foto

 

Si era arrivati alla Primavera del ’54, alla serie di eventi durissimi per mia mamma. La malattia e l’immediato internamento lontano del marito, due vecchi in casa, un bimbo in fasce che dentro quel fasciatoio ci passò quasi tutti i primi due anni, imbustato come mummia; di dolore in dolore, dopo la perdita della Marena.
Si pose il problema dell’impossibile gestione del podere, nonostante qualche mano dei Montagnani; la Mora, con la sua tessera di povertà, si presentò in Comune per chiedere di poter lavorare in cantina a Brolio, già allora l’ azienda più grossa paesana. Le risposero come usava in quella politica dei muri: bisognava stracciare la tessera comunista, ormai la DC era diventata egemone in questa Gaiole mosca bianca. Un dato da Guareschi?
Potentissima era la Coldiretti fra i nostri contadini, la cosiddetta “Bonomiana”. La piccola sezione PCI gaiolese riuscì comunque a proporre una lista alternativa della rossa Alleanza Contadini. Trovarono persino 7 candidati da mettere in lista; presero, in tutto, 5 voti, anche 2 dei candidati avevano votato per gli altri! Ovviamente il Brocci, da Rimini, impose di resistere, la Beppa in qualche modo onesto la sbarco’. Quando tornò, mio babbo ebbe modo di rifarsi, anche con un paio di aguzzini. Scelsero, per salute e occasione, di prendersi la gestione del giovane distributore di benzina, nonno Santi se ne andò nel ’56, cambiarono casa, 30 metri più in là, altra sponda del borro.
Ma il donGiovanni, che aveva tanti pregi, conservava un vizio. Alla Mora rimanevo io, un bambino proprio bravo…